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Dandy

I tre eroi decadenti dell’inizio del Novecento hanno messo in primo piano l’atteggiamento dandy verso la vita: sono Des Essenteis di Huysmans, oggetto degli studi letterari del protagonista dell’ultimo romanzo di Houellebecq (Sottomissione); Andrea Sperelli di D’Annunzio e Dorian Gray di Oscar Wilde. Essi hanno molto in comune, animati come sono dalla vocazione di realizzare una vita inimitabile, una raffinatezza squisita e sfatta, una fuga dal reale attraverso le suggestioni estetizzanti. Ma in Dorian Gray ci sono una frivolezza, un atteggiamento di snobistico dilettantismo, di indifferenza, una patina di piacevolezza mondana assenti ad esempio nell’opera di Huysmans. Il protagonista di A Ritroso vive con angoscia il suo disprezzo per la mediocrità borghese; Dorian Gray lo vive invece con civetteria e col gusto provocatore del dandy: l’inglese è più vicino alle mondane esperienze di Sperelli che agli incubi nevrotici di Des Essenteis.

Nel Ritratto di Dorian Gray il pittore Basil Hailward ha ritratto il giovane Dorian Gray, di eccezionale bellezza. Dorian, ossessionato dall’idea di invecchiare e perdere la sua avvenenza, ottiene, farine a un sortilegio che ogni segno che il passare del tempo e inizi gli potrebbero lasciare sul viso, compaia solo sul ritratto. Avido di piacere e influenzato dal suo cinico compagno Wotton, si abbandona allora agli eccessi più sfrenati senza che alcuna traccia della sua abiezione alteri la perfezione e la freschezza del suo viso. E poiché Hailward gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. Ma a questo punto il volto spaventevole del ritratto diventa l’atto d’accusa più spietato per Dorian, che in un impeto di disperazione lo squarcia con una violenta pugnalata. Ma è lui a cadere morto: le fattezze del ritratto tornano a essere quelle di Dorian Gray giovane e puro di un tempo, mentre a terra giace un vecchio osceno e disgustoso (vedi Enciclopedia della Letteratura Garzanti).

L’atteggiamento dandy oggi viene ricercato per esempio da Morgan, che non a caso ha un nome artistico estetizzante e raffinato. Tuttavia il dandismo sembra essere uscito di scena, distrutto dalla volgarità dei tempi moderni. Non c’è più la ricerca del piacere in quanto rincorsa di una bellezza oggettiva, ma decadenza della bellezza e accesso al piacere anche a chi non è in grado di cogliere la bellezza.