Il carnevale, la festa in cui ci si diverte

4 Apr

Il carnevale indica il periodo di tripudio e di feste precedente la Quaresima. Ma secondo quella che è la più sicura etimologia del termine (carnem levare), dovrebbe indicare il primo giorno della Quaresima, periodo notoriamente dedicato al digiuno dalle carni. Il carnevale, in ogni modo, è stato comunque cronologicamente collocato nel calendario liturgico, in dipendenza diretta di una prescrizione di tipo ecclesiastico, tra l’Epifania e le Ceneri. Il martedì grasso, come noto, precede il mercoledì delle ceneri; nel rito ambrosiano, iniziandosi la Quaresima alla quadragesima, esso ha un periodo supplementare, che volgarmente viene definito Carnevalone e che si estende al sabato precedente la prima domenica di Quaresima, cioè a quello immediatamente successivo al martedì grasso. Mentre è carnevale pieno il sabato che intercorre tra il Giovedì grasso e il martedì prima delle Ceneri. La data di inizio dipende molto dal calendario folkloristico delle diverse zone d’Italia. Queste variazioni della data di inizio sono importanti, non tanto per la classificazione descrittiva dei diversi elementi folkloristici componenti la festa di Carnevale, i quali si concentrano tutti e ovunque in modo quasi omogeneo, di preferenza nei giorni di giovedì grasso, domenica, lunedì e martedì vigilia delle Ceneri, quanto per la loro interpretazione storica ed etnografica, perché ci indicano l’accordo sostanziale tra cicli cerimoniali di epoche e località diverse, e nel caso specifico ci fanno identificare il Carnevale con uno dei periodi di festa e di licenza che si incontrano presso tutti i popoli del mondo e di cui i Saturnali offrono l’esempio classico più conosciuto.

Benché l’eccesso sembra essere diventato un tratto distintivo della nostra epoca, nella quale si allentano i controlli parentali e si giustifica anche il non giustificabile, i festeggiamenti non hanno più la valenza di un tempo, anche se in parecchi luoghi le tradizioni vengono gelosamente conservate e portate avanti da comitati e associazioni di cittadini, amministrazioni, artisti e artigiani. Tra le manifestazioni di questo tipo, che risultano molto seguite e con un’ampia copertura mediatica, amplificata dal web e dai social network, ci sono sicuramente il Carnevale di Viareggio, di Venezia, di Ivrea, Sanremo e fuori dal nostro paese Nizza e Rio de Janeiro, con la celebre sfilata delle scuole di samba.

In Italia, nelle nostre manifestazioni, per la loro peculiarità, appare fuori di dubbio il collegamento con il rito dei Saturnali, così anche nei paesi neolatini europei. Ma nel Carnevale si può dire che sono venuti a unirsi, a coincidere insieme a queste antiche usanze, dei riti agrari di purificazione e propiziazione, tipici del mondo primitivo, connessi con le feste che segnano l’inizio di un ciclo annuale o stagionale e ispirati al bisogno naturale di rinnovarsi periodicamente, mediante la cacciata del male, anche in senso metaforico, comprendendo in esso tanto i malanni, quanto i peccati, accumulatosi durante il ciclo precedente e l’inizio di una nuova fase che tende appunto a confluire nel periodo di meditazione più intenso del calendario liturgico. Il Carnevale, per questo motivo, come ogni altra festa iniziatica, si compone di due riti: uno di eliminazione delle scorie del vecchio ciclo e uno di propiziazione da cui scaturiscono corrispondenti forme drammatiche, di rappresentazione scenica (emblematico è il rogo di re Carnevale, in talune manifestazioni, un grande falò purificatore finale. In Sardegna è chiamato Giorgio, in Puglia Paulini, et cet.).

Tante sono le manifestazioni carnevalesche in giro per l’Italia, ciascuna con una propria specificità, anche se non mancano assonanze tra varie zone geografiche. La partecipazione del pubblico alle sfilate coi carri tematici è ampia e diversificata: accoglie turisti da altre parti di Italia e anche dall’estero, soprattutto nelle manifestazioni più famose, come quella di Venezia o di Viareggio, quest’ultima contraddistinta da un tratto goliardico e di satira politica ripreso anche da altre parti. Anche i piccoli comuni mettono su un programma di canti, musica e balli con parate a tema, nelle quali è d’obbligo scegliere un particolare costume di carnevale. In genere si tratta di festeggiamenti che mantengono un sano profilo di goliardia e messa in scena, ma ci sono esempi di festeggiamenti particolari, come la battaglia delle arance di Ivrea, caso praticamente unico nel suo genere. Oppure il fastoso carnevale di Cento, tra i migliori nel nostro paese.

(Visited 1 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *