L’Accademia dei Lincei il sapere contro l’oscurantismo

19 Ago

Nata come accademia scientifica, la prima nel mondo, l’Accademia dei Lincei è la più illustre e prestigiosa istituzione accademica del nostro paese, che fin dal principio ha adottato come proprio simbolo una liceo nell’atto di lacerare con i piedi il cerbero guardiano dell’inferno, guardando il cielo in segno di ricerca. Il significato del simbolo è stato più volte interpretato, ma vuol suggerire di andare oltre l’esperienza sensoriale, osservano con sguardo acuto ciò che succede nella realtà.

Sorse per opera di Federico Cesi e altri suoi colleghi, in un periodo molto importante, successivo alla lunga ondata della Controriforma, che vedeva la riaffermazione della Chiesa cattolica romana in tutti gli ambiti della vita civile e culturale dell’Europa e soprattutto dell’Italia. Fu nei primi decenni del 1600 che essa conobbe il suo periodo migliore, dal punto di vista scientifico, inserendo tra i propri membri personalità come il filosofo e matematico napoletano Della Porta e soprattutto Galileo Galilei. Di questo prominente scienziato, considerato all’avanguardia in Europa per gli studi astronomici, essa pubblicò li tre volumi: Il Nunzio Sidereo, le Lettere sulle macchie solari e infine anche Il Saggiatore. Evidentemente questa feconda attività pubblicistica mise l’Accademia in rotta di collisioni con l’istituzione religiosa massima. Quando Cesi venne meno, essa praticamente giunse a un punto di non ritorno, nonostante gli sforzi dei suoi collaboratori di tenerla in vita. Non erano estranee alcune pratiche di boicottaggio messe in piede dalla stessa Chiesa, la quale era rimasta fino allora inerte nei confronti del sodalizio scientifico che ai suoi occhi si era reso colpevole di complicità, appoggiando Galileo Galilei sia dal punto di vista scientifico, sia da quello giudiziale. Per altro il cardinale Francesco Barberini era un membro dell’Accademia e anzi alla fine rimase l’unico socio, così da decretarne la chiusura.

Risorse nel 1801 a Roma, nel celebre palazzo Caetani, per opera del duca omonimo, con il nome di nuovi Lincei (l’aggettivo fu inseguito rimosso per dare continuità storica). Nuovamente gli accademici si trovarono su sponde opposte rispetto alla chiesa, che non tollerava alcuna forma di liberalismo politico, fino al punto di chiedere l’espulsione di alcuni degli accademici più impegnati su questo fronte (espulsione che fu coraggiosamente rifiutata).

Dopo l’Unificazione – in un periodo di forte contrasto tra Stato e Chiesa – essa fu riorganizzata come Regia Accademia per impulso di Quintino Sella, scienziato economico e amante della montagna e della geografia, che la dotò di sufficienti fondi. Fu comunque sempre al centro di dibattiti, scissioni, espulsioni, fino a che non venne fusa nell’Accademia d’Italia dal regime fascista.

Attualmente l’Accademia ha sede in Villa Farnesina e continua a svolgere un importante ruolo culturale nel nostro paese, divulgando il sapere scientifico attraverso incontri, pubblicazioni, premi e borse di studio.

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