Perché ci piacciono le droghe

10 Set

In un mondo perfetto le droghe non dovrebbero esistere. Se guardiamo alla linea evolutiva dell’uomo, le droghe non servono a nulla, né per fare figli, né per sopravvivere, né per assicurarsi il miglior pool genetico. Nessun uomo sano di mente si caricherebbe una drogata, e viceversa. Eppur ere droghe, fin dai tempi più remoti, piacciono assai. L’uomo le coltiva, le cerca, le sintetizza, fa di tutto per ottenerle. Il consumo di droghe in certi periodi è stato quasi epidemico, come ad esempio la cocaina e l’eroina negli anni ’80 e ’90. Di sicuro, dal punto di vista dei soldi, dei traffici, il ricorso alle droghe somiglia sempre più alla febbre dell’oro in California di fine ‘800. Chi ha fatto i soldi non erano i cercatori d’oro, ma quelli che vendevano loro i picconi e i setacci.

Le droghe oggi sono classificate dai media in pesanti e leggere, ma a livello chimico-fisico sono droghe anche certe sostanze che comunemente non consideriamo nocive.

A livello storico la droga è assai risalente, sembra compartecipe dello sviluppo umano, rappresentando a volte un fattore di intrattenimento ed escapismo, simile a quello rappresentato nel 1800 presso i poeti maledetti o negli anni Sessanta con i primi esperimenti con gli acidi.

Si registra un consumo di oppio presso i Sumeri già nel 5000 a. C., associato più che altro a cerimonie di tipo religioso. Anche nell’antico Egitto troviamo tracce di oppioidi come la morfina, nelle tombe di alcuni faraoni. Di pozioni e veleni con effetti simili alla narcolessia si trovano anche nei poemi omerici e ad esempio nell’Eneide.

Marco Polo, attraversando i paesi dove la coltivazione del papavero era già allora diffusa, viene in contatto con diverse droghe (senza farne uso) ed è il primo a menzionare la setta degli Assassini, cioè di consumatori di canapa (hashish è il nome derivato). La cocaina viene scoperta dagli Europei con le esplorazioni successive alle scoperte di Colombo. Pare che essa abbia origini molto antiche, diffusa tra i coltivatori e i pastori delle Ande come un energetico naturale, dato che l’aria a quelle altezze è molto più rarefatta.

Nella cultura occidentale le droghe prima sono state adottate da élite che prima si riunivano in circoli specificamente dedicati al consumo di nuove droghe, spesso importate da luoghi esotici. Successivamente, con il consumismo e il benessere post-bellico, in Europa e in America le droghe diventarono un fenomeno di massa, tanto che nelle scuole elementari, negli anni ’80, entrarono di diritto gli opuscoli sulle siringhe e le eroine. Tra i giovani questo consumo era altissimo e ha contribuito alla diffusione di malattie come l’AIDS e alcune forme di epatiti. Oggi la droga è cambiata: anche se l’eroina è tornata grande protagonista, c’è un’eccezionale diffusione degli acidi tra i giovanissimi, mentre la cosiddetta “Guerra alla Droga”, riguarda le grandi organizzazioni criminali e i cartelli messicani.

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